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Comune di Napoli
   
 

Proposta di Osservatorio sulla Accessibilità del Comune di Napoli.

 
 in collaborazione con FEDERHAND  
   
 Le ragioni di un osservatorio 
   
 Il quadro generale 
 

L’approccio al problema dell’ “accessibilità”, che fino a pochi anni fa era relegato ad un ristretto gruppo di addetti ai lavori ed alle associazioni di promozione e tutela dei diritti delle persone con disabilità, ha subito negli ultimi anni una rapida (e per certi versi violenta) trasformazione semantica e sociale. Se prima si parlava della necessità di intervenire con azioni per la rimozione delle barriere architettoniche e di comunicazione indirizzate a cittadini determinati, oggi sempre più ci si rende conto che il problema ha assunto connotazioni universali. Alla consapevolezza che l’esclusione di cittadini con disabilità dalla società ha prodotto servizi e soluzioni tecniche discriminatori (per cui possiamo dire che più che “portatori” di handicap la gran parte di questi cittadini sono “ricevitori” di handicap…) si sposa la coscienza che il problema investe ormai un numero molto alto di persone. Solo nel campo dell’accessibilità fisica ai trasporti ed alle costruzioni ad esempio si calcola che in Italia nel 2.040, se il trend di invecchiamento in atto continuerà, i cittadini ultrasessantacinquenni, a forte probabilità di limitazioni funzionali nella mobilità, saranno pari al 48,5 % dell’intera popolazione, con il rischio reale – se non si interviene con azioni tese alla rimozione di ostacoli e barriere – che l’intera società possa diventare handicappata (pensiamo che la popolazione interessata include anche traumatizzati temporanei, obesi, donne incinta, bambini, etc.). D’altra parte i benefici che l’accessibilità apporta a tutti i cittadini sono significativi: miglioramento della loro qualità della vita, soprattutto in città; una maggiore sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, prevenendo il verificarsi di incidenti ed infortuni; i minori costi economici e sociali che un ambiente accessibile a tutti comporta, con la riduzione dei costi umani conseguenti una non completa mobilità che limita il soddisfacimento di bisogni e il pieno godimento di diritti, la possibilità di una vita autonoma ed indipendente delle persone disabili, prevenendo costosi processi di istituzionalizzazione; il modesto costo economico (prevedere il superamento delle barriere architettoniche nella fase di progetto e di realizzazione oscilla attualmente tra il 3 ed il 6% di incremento dei costi a fronte di costi di intervento su manufatti già realizzati che possono incidere con un 15-20% del costo totale); i vantaggi economici che una accessibilità comporta (per esempio in materia di offerta di servizi turistici: in Europa viene calcolato in circa 60 milioni il numero di potenziali turisti interessato a soluzioni di accessibilità). Si avverte con urgenza, quindi, la necessità di riformulare il problema dell’accessibilità in forma universale e di attivare un’azione concertata di tutte le competenze istituzionali responsabili. 

 
   
 La situazione napoletana 
 

La legislazione in materia di superamento delle barriere architettoniche e comunicative è cospicua e articolata, assegnando ai comuni numerose competenze sia in sede di progettazione, esecuzione e collaudo delle opere pubbliche, sia in materia di autorizzazioni, licenze e visti di conformità (vedi allegato n° 1).
Purtroppo spesso il Comune di Napoli, attraverso gli uffici comunali competenti, ignora e quindi non applica tali normative. Ciò ingenera molteplici conseguenze negative. Ne indichiamo le più significative: 

 
 
  • il rischio di blocco dei lavori
  • la revoca di finanziamenti pubblici
  • il rischio di un contenzioso con singoli cittadini o associazioni di tutela e promozione
  • costi aggiuntivi per il ripristino delle opere in conformità alla legge
  • etc.
 
 

Da questa situazione emerge la necessità di avviare una azione di sensibilizzazione e di introdurre correttivi e miglioramenti che producono maggiore consapevolezza dei tecnici responsabili e degli uffici competenti. La proposta di istituire un Osservatorio comunale sull’applicazione della normativa in materia di superamento di barriere architettoniche e comunicative affronta sia i problemi di rispetto delle norme sia la necessaria opera di sensibilizzazione degli attori competenti.

 
   
 Definizione istituzionale 
 

Vista la natura variegata delle competenze in gioco, l’Osservatorio sulla rimozione delle barriere ha sede presso il Sindaco. E’ organizzato come struttura tecnica interassessorile con poteri di controllo, verifica e proposta, in collegamento con la Consulta comunale sull’handicap. Il suo funzionamento è disciplinato da un regolamento di funzionamento e da una serie di competenze amministrative. Vista la sua natura interassessorile, l’Osservatorio funziona attraverso un organismo snello e molto operativo con una segreteria tecnica ed amministrativa dotata di strumenti essenziali di lavoro (telefax, fotocopiatrice, fax, computer) e di potere (accesso alle documentazioni inerenti).

 
   
 Campo di azione 
 

Ai comuni sono demandati molti compiti di controllo e verifica dell’applicazione della normativa sul superamento delle barriere architettoniche e comunicative. L’Osservatorio in un primo momento si occuperà di controllare ed indirizzare l’azione del comune di Napoli in alcune aree significative che cresceranno progressivamente, per intervenire in un momento successivo con azioni di formazione ed aggiornamento dei dipendenti comunali competenti sulla materia dell’accessibilità.
Le aree di intervento di competenza dell’Osservatorio sono quelle relative al controllo sull’applicazione della normativa, alla verifica delle procedure amministrative, alla programmazione degli interventi ed alla sensibilizzazione, formazione e aggiornamento.

 
   
 Controllo sull’applicazione della normativa 
 

La verifica in sede progettuale, di realizzazione e di collaudo del rispetto della normativa sulla rimozione delle barriere architettoniche e comunicative su:

 
 
  • edifici pubblici di nuova costruzione (DPR 503/96 e DM 236/89)
  • edifici pubblici soggetti ad opere di intervento anche di manutenzione (art 24 c. 1 L 104/92)
  • opere pubbliche relative all'arredo urbano, i percorsi pedonali, etc. (L 104/92)
  • edifici privati con oltre due piani di alzato (L 13/89 e DM 236/89);
 
 

La verifica, in sede di sopraluogo per accertare la sussistenza delle condizioni per la concessione della abitabilità e di adeguate condizioni igienico sanitarie e di rilascio di licenze ed autorizzazioni, del rispetto della normativa sulla rimozione delle barriere architettoniche e comunicative (L 104/92): 

 
 
  • per uffici pubblici in edifici pubblici (DPR 503/96 e DM 236/89)
  • per uffici pubblici ospitati da edifici privati (L 13/89 e DM 236/89)
  • per esercizi privati aperti al pubblico ospitati in edifici privati (L 13/89 e DM 236/89)
  • per esercizi privati aperti al pubblico in luoghi non fissi (teatri tenda, strutture provvisorie) (L 13/89 e DM 236/89); 
 
 

Verifica del rispetto del criterio di visitabilità in sede di concessioni demaniali per gli impianti di balneazione ed i loro rinnovi (L 104/92) e di esercizi alberghieri o di ristorazione (L 13/89 e DM 236/89);

 
 

La verifica del rispetto della normativa in materia di rinnovo del parco macchine dei servizi di trasporto su gomma, ferro, fune (DPR 503/96, DPCM 27.1.1994)

 
 

La verifica del rispetto della normativa in materia di parcheggi pubblici o in concessione, per i posti riservati ad autoveicoli muniti dell'apposito contrassegno speciale rilasciato dai comuni ai "minorati fisici con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta" (DPR 503/96 e art. 28 della Legge n° 104 del 5.2.92);

 
 

Verifica del rispetto della normativa in materia di assegnazione di alloggi di edilizia economica e popolare (L 104/92). 

 
 Verifica delle procedure amministrative 
 
  • studio delle procedure di domanda e relativi formulari e degli iter amministrative di concessione di licenze ed autorizzazioni;
  • analisi dei visti e pareri di conformità ed autorizzativi;
  • analisi dei regolamenti e dei piani comunali;
  • analisi delle procedure di istruzione di pratiche e formulazioni di pareri e giudizi;
  • analisi dei capitolati d’appalto;
  • sveltimento delle procedure di assegnazione dei fondi disponibili in base alla L 13/89;
  • analisi dei bandi per l’assegnazione di alloggi di edilizia economica e popolare.
 
 Programmazione degli interventi 
 
  • l'approntamento, sulla base di un censimento comunale degli edifici, dei luoghi e degli arredi e percorsi urbani di propria competenza, di un dettagliato programma di intervento allo scopo di redigere il piano previsto dall' art. 32 della L 41/86 e dalla L 104/92 e richiedere i relativi finanziamenti;
  • definizione della lista delle scuole accessibili;
  • definizione della lista degli edifici privati conformi al disposto della L 13/89.
 
 Sensibilizzazione, formazione e aggiornamento 
 
  • campagne di sensibilizzazione interna al comune ed esterna verso operatori tecnici implicati;
  • corsi e seminari di aggiornamento indirizzati a dipendenti comunali;
  • definizione di un marchio di qualità sull’accessibilità e di un premio ad operatori dei vari settori;
  • guide all’accessibilità a luoghi pubblici, turistici e di interesse generale.
 
   
 Chi ne fa parte 
 L’Osservatorio dovrà avere una composizione snella ed efficace. Per tanto la sua composizione sarà la seguente: 
 
  • Delegato del sindaco
  • Un amministrativo con poteri di accesso agli assessorati
  • Rappresentante della Consulta responsabile sull’accessibilità
  • un tecnico competente del settore
  • funzionari dei dipartimenti competenti convocati di volta in volta (Gabinetto, Affari generali e ispettorato, Polizia municipale, Ragioneria generale, Patrimonio ambiente e N.U., Educazione cultura e turismo, Normalità, Servizi sociali e decentramento, Programmazione ed infrastrutture, Edilizia interventi speciali, Viabilità) e gli staff tecnici di riferimento;
 
   
 Come operare 
 

Importante è definire un iter amministrativo e tecnico certo di verifica e di controllo della sussistenza dei requisiti tecnici e progettuali previsti dalla legge. In tal senso vanno definiti protocolli di accertamento validi per tutte le aree di competenza del comune. 

 
   
 
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